mariannatancredi

Mi piacerebbe avere qualcuno che mi regali libri senza un perchè e che magari mi dica: "Ero in libreria e la copertina mi ha fatto pensare a te".

Battipaglia. Sempre più saracinesche chiuse in via Mazzini, Rinaldi: “Colpa della grande distribuzione”

Chiusura attività 

Battipaglia. Nell’ultimo anno, i negozi di via Mazzini a Battipaglia, la via dello shopping, hanno subìto una grave perdita in termini di guadagno e valore, portando in alcuni casi alla chiusura di esercizi commerciali.

Le cause di questo declino sono da ricollegare all’apertura dell’Outlet Cilento e dei Centri Commerciali Le Bolle e Maximall, siti ciascuno a dieci minuti di distanza dalla città, oppure all’attuale condizione economica e sociale del Paese?

Ecco cosa ne pensano i proprietari dei locali commerciali principalmente interessati.

La situazione economica e sociale dell’Italia, durante l’ultimo anno, ha ovviamente inciso sulle percentuali delle vendite, improvvisamente calate. Non esiste più un cliente medio e quelli fissi vanno scomparendo. Secondo i commercianti la causa di ciò sono i media: trasmettendo notizie sulla più che critica situazione del Paese non fanno altro che condizionare la psicologia del cliente che, pur potendo permettersi uno o più acquisti, evita di compierli in prospettiva di un futuro tutt’altro che roseo.

Per molti anni Battipaglia è stata un punto di riferimento per le clientele limitrofe alla città (Capaccio, Polla, etc.) che decidevano di fare acquisti presso i negozi cittadini anche più di una volta a settimana. Col tempo, la frequenza delle loro visite è diminuita fino a scomparire definitivamente, soprattutto con l’inaugurazione dei centri commerciali suddetti.

L’ex responsabile della sede cittadina dell’ Unione Consumatori Nazionali (ormai chiusa per mancanza di iscritti), l’avvocato Paola Rinaldi, si è fatta portavoce di questi problemi ampliandone le cause: Nonostante le continue notizie positive relative alla crisi diffuse dai mass media nazionali, la crisi economica è ancora attuale e profonda e non ci sono segnali concreti di ripresa.  A Battipaglia e in tutta la Piana del Sele , i commercianti piccoli e medi sono esasperati dalle mancate vendite dovute sia alla effettiva contrazione del budget destinato ai consumi sia dalla presenza, soprattutto negli ultimi due anni, della grande distribuzione allocata proprio alle porte della città. Purtroppo non aiutano ne le politiche fiscali nazionali e locali ne l’aumento esponenziale del carburante che si riversa, inevitabilmente, sul bene finale di consumo. Tali i motivi di tante chiusure dei negozi di via Mazzini e via Roma, zona centrale, ma la situazione è uguale , se non peggiore, nei quartieri periferici e nelle zone limitrofe alla città. I commercianti, inoltre, lamentano l’inattività delle istituzioni locali in merito alla organizzazione di eventi legati alle festività natalizie che potrebbero essere un valido aiuto per incentivare i consumi ed evitare che i battipagliesi si spostino pressi centri commerciali o città limitrofe. Si auspicherebbe, dunque, l’organizzazione di eventi attrattivi importanti che richiamino gli utenti verso il nostro centro cittadino rivitalizzandolo e consentendo così una ripresa economica del commercio“.

Analogamente da quanto espresso dall’ avvocato Rinaldi, ciò che è emerso dalle dichiarazioni degli esercenti è che la causa maggiore del declino di via Mazzini e dei suoi locali commerciali è Battipaglia stessa. Secondo questi, negli ultimi anni la politica cittadina non ha affatto aiutato: la chiusura delle strade durante il periodo natalizio dello scorso anno e la raccolta porta a porta mancata dei rifiuti che vengono lasciati davanti alle vetrine sono solo un paio di esempi presentati dai commercianti intervistati.

Battipaglia, come cittadina, non offre nessuna attrattiva ai ragazzi e alle loro famiglie che scelgono di spostarsi nei centri commerciali limitrofi, anche solo per un cinema o una passeggiata, favorendo il commercio in quei siti. Nel passato, via Mazzini pullulava di negozi i cui proprietari venivano all’esterno della città, gli stessi che oggi preferiscono spostarsi di 10 minuti ed aprire un locale commerciale nei grandi centri suddetti. I negozianti lamentano una scarsa unità tra di loro che si traduce in un malcontento generale e in una insufficienza di numeri che non permettono di attuare modifiche rilevanti sul territorio.

Per tutti questi motivi, i proprietari dei negozi di via Mazzini denunciano uno stato d’animo tutt’altro che positivo che, sotto alcuni aspetti, riflette quello del cittadino medio battipagliese.

Marianna Tancredi
pubblicato sul corrieredisalerno.it

 

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