mariannatancredi

Mi piacerebbe avere qualcuno che mi regali libri senza un perchè e che magari mi dica: "Ero in libreria e la copertina mi ha fatto pensare a te".

La protesta dei forconi blocca nuovamente Battipaglia. Gli studenti della Piana del Sele si uniscono al corteo

studenti corteo

Questa mattina Battipaglia si è svegliata tranquilla: le scuole, i negozi e gli uffici di nuovo aperti e solo poche persone ancora a protestare.

I manifestanti hanno cominciato la loro azione di sensibilizzazione in una delle principali piazze cittadine, P.zza Madonnina, dove hanno accolto un numero sempre maggiore di ragazzi ed in particolar modo di studenti in età liceale che  quest’oggi hanno deciso di non entrare a scuola e di passeggiare sul corso.

Alle ore 11.00 la P.zza è ormai colma di ragazzi e passanti intenti ad ascoltare le parole di una delle promotrici della protesta: “Vi hanno rubato il futuro” – ripete.

Alle ore 11.30 il corteo, seguito da squadra della Polizia Municipale, supera il Ponte della Speranza e si dirige verso l’ospedale di Battipaglia: i commercianti abbassano le saracinesche spaventati che il corteo possa trasformarsi in qualcosa di più pericoloso.

Alle 11.50 il corteo è ormai giunto allo svincolo autostradale bloccando il traffico veicolare diretto in autostrada ed alla SS 18. La squadra antisommossa li segue, con caschi e scudi. I poliziotti in borghese fermano la rissa scoppiata tra alcuni giovani ed il conducente di un auto intento ad entrare in autostrada.

Si tratta di una protesta pacifica che coinvolge ragazzi e studenti guidati da una decina di adulti: il traffico veicolare della rotatoria di Battipaglia viene bloccato dai tanti ragazzi seduti in strada. “I vostri genitori lottano ogni giorno: lavorano, vi pagano gli studi.” – continua la stessa donna col megafono che li aveva accolti in piazza – “Non avete un futuro. Ve lo hanno rubato. Protestate con noi. La protesta è vostra!”.

Intanto l’ANAS chiude ufficialmente lo svincolo autostradale, in entrata, di Battipaglia.

Alle 12.15 il corteo si muove di nuovo: percorre tutta la circonferenza della rotatoria e si divide in due: vengono bloccate l’entrata e l’uscita della SS 18. E’ sfiorata un’altra rissa, di nuovo tra alcuni ragazzi ed il conducente di un auto, ma le Forze dell’Ordine intervengono di nuovo.

“E’ una protesta pacifica: dimostriamo a tutti che sappiamo protestare e manifestare in maniera pacifica” – ripete ancora la donna col megafono.

Alle 12.30 il corteo invade la SS18: viene bloccata un’autoambulanza, poi ancora due tir, ma la partecipazione comincia a scemare. I ragazzi tornano a casa per il pranzo, altri sono raggiunti dai genitori che, spaventati ed arrabbiati, trascinano via i loro figli.

Intanto, il traffico veicolare è fatto deviare da un lato verso la zona di Belvedere, in direzione Bellizzi, e dall’altro verso il centro cittadino.

Alle 13.00 il corteo si sposta di nuovo verso l’Ospedale “Santa Maria della Speranza di Battipaglia” ed i mezzi bloccati sono liberi di ripartire.

Alle ore 14.00 vi è molta indecisione sul da farsi: il numero dei manifestanti è ormai ridotto all’osso (gli studenti sono ormai tutti a casa) e non è quindi tale da poter occupare la SS18, gli svincoli autostradali ed il centro cittadino.

I disagi per il traffico veicolare sono molti e l’ingresso alla rotatoria è ormai bloccato: le auto provenienti dal centro città sono costrette a fare inversione e tornare indietro. Sulla SS18 e sullo svincolo autostradale in uscita di Battipaglia, invece, il traffico scorre regolarmente.

Sono le 15.00 ed il corteo ha ormai liberato gli svincoli autostradali di Battipaglia e la SS18 per dirigersi verso il centro cittadino; in prima fila un manifesto che recita “Tricolore: bandiera di rivoluzione”. In P.zza Aldo Moro, stamane luogo di partenza del corteo, è in corso un conciliabolo tra i promotori: l’intenzione è quello di creare un centro di coordinamento della protesta pronto ad accogliere curiosi e manifestanti.

Intanto, la Polizia Municipale ha chiuso via Mazzini al traffico veicolare.

Marianna Tancredi
pubblicato su corrieredisalerno.it, 10 dicembre 2013

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